L’edizione 2024 del Vinitaly è pronta a partire. La fiera dedicata al vino e alle eccellenti cantine italiane sarà ospitata ancora una volta a Verona, ma fa discutere la scelta di alcuni dei principali brand di vino che hanno deciso di interrompere la collaborazione con Vinitaly, rinunciando all’impegno fieristico e dedicando risorse altrove. Vediamo insieme come mai.

Torna il Vinitaly nel quartiere fieristico di Verona: la manifestazione ospiterà circa 4mila cantine e occuperà 100mila metri quadrati del polo fieristico dal 14 aprile al 17 aprile. Si attendono cifre record per quello che riguarda i visitatori, con la manifestazione che è già sold-out secondo quanto comunicato dagli organizzatori.

Come accaduto anche l’anno scorso, non mancano però delle scelte differenti rispetto al Vinitaly. Sono diverse le aziende che hanno deciso di destinare il budget impiegato per la fiera ad altre tipologie di attività, maggiormente orientate alle reali esigenze del consumatore. Scopriamo insieme quali sono le cantine che hanno rinunciato e perché!

Le aziende dicono no al Vinitaly

Come anticipato, sono diverse le aziende che hanno fatto scelte strategiche differenti rispetto all’impegno nella manifestazione fieristica. Tra i grandi assenti al Vinitaly 2024 la cantina abruzzese Emidio Pepe, che ha preferito investire nel rapporto diretto con il consumatore, organizzando visite in vigna e degustazioni. Altro nome pesante che non ci sarà è quello della cantina Banfi, che ha scelto di riallocare le risorse per l’hospitality, l’incoming e le esperienze dirette che puntano a portare il visitatore direttamente a Montalcino.

Non ci saranno nemmeno la cantina Ballabio e, per quanto riguarda la zona del Francia Corta, la cantina Monte Rossa. Defezione importante anche dalla zona del Friuli, con la cantina Livio Felluga che ha reinvestito le risorse destinate al Vinitaly nell’attività commerciale.

Per chiudere, però, una nota positiva per i visitatori che hanno in programma una tappa al Vinitaly: a fronte delle assenze ci saranno anche grandi ritorni, come quello di Frank Cornelissen!