Il Tar del Lazio ha finalmente risolto una contesa che aveva visto contrapporsi due dei principali marchi italiani per quello che riguarda il formaggio: il Grana Padano Dop e il Parmigiano Reggiano. A far discutere era stata l’assegnazione di un’etichetta che faceva riferimento ad un lisozoma, considerato come conservante ma “cancellato” per un decreto giudicato illegittimo. 

Grana Padano Dop e Parmigiano Reggiano: chi ha vinto la disputa in tribunale? I due marchi di formaggi pregiati e conosciuti in tutto il mondo si sono trovati l’uno contro l’altro per colpa di un lisozoma e di un’etichetta – elemento fondamentale quando si parla di cibo. A far discutere, infatti, era un “privilegio” di cui godeva il Grana Padano Dop, che dopo la sentenza del Tar del Lazio sarà costretto a cambiare definitivamente la dicitura sull’etichetta.

Una circolare del Ministero della Salute, infatti, aveva consentito di eliminare la parola “conservante” dall’etichetta del Grana Padano Dop dove era presente il discusso lisozoma, che è stato invece classificato come “additivo tecnologico”.

Il Parmigiano Reggiano condanna il Grana Padano

A seguito di questa circolare, che favoriva in maniera concreta solo il Grana Padano Dop consentendogli di togliere la parola “conservante” e di conseguenza agevolandolo nella comunicazione del prodotto, il marchio del Parmigiano Reggiano ha presentato un ricorso al Tar del Lazio. L’obiettivo del marchio era quello di procedere con l’annullamento della circolare, ristabilendo una regola equa per chi opera nel settore.

Secondo la sentenza del Tar del Lazio – datata 14 dicembre 2023 – non ci sono fondamenti normativi che giustifichino la circolare che è andata a favore del marchio del Grana Padano Dop. Non solo, secondo il quadro normativo europeo il lisozoma che è presente anche nel Grana Padano viene inquadrato sotto la voce di “additivo conservante”, e per questo andrà nuovamente inserito in etichetta con questa dicitura.

La sentenza, quindi, decreta come assoluto vincitore il marchio del Parmigiano Reggiano, che tra l’altro nella sua ricetta non utilizza nessun tipo di conservante, nemmeno il lisozoma che ha fatto tanto discutere.