Nel corso dell’ultima puntata andata in onda su Sky di Masterchef Italia i concorrenti e il pubblico si sono ritrovati di fronte a un vero pilastro della cucina: lo chef stellato Davide Scabin, che ha presentato il suo celebre cyber egg, una ricetta davvero speciale. Vediamo insieme come si prepara.

A MasterChef Italia nella puntata andata in onda lo scorso giovedì, è arrivato lo chef stellato Davide Scabin, che ha presentato ai concorrenti e al pubblico una ricetta davvero unica: il “Cyber Egg”, un piatto che ha segnato la storia della cucina moderna italiana. I giovani aspiranti chef dovevano poi darsi da fare per creare una ricetta partendo solo da un uovo, motivo per cui hanno osservato il piatto con attenzione.

Il cosiddetto “uovo alla Scabin” non è altro che una ricetta ideata nel 1998 dallo chef Davide Scabin, già apparso a Masterchef in qualità di giudice-ombra. Bruno Barbieri parlando del collega lo ha definito:

Uno chef che ha scritto la storia della cucina italiana. Visionario, rock, sfrenato.

Ma cos’è quindi il cyber egg di Davide Scabin e come si prepara? Vediamolo insieme!

Cos’è il cyber egg di Davide Scabin

Gli ingredienti di questo speciale piatto sono caviale Asietra (o Oscietra), scalogno, tuorlo d’uovo, pepe, vodka, pellicola da cucina e un filo di nylon del diametro di 0,30 millimetri. Nel 2013 lo chef stesso scrive sui social:

Su un piano di lavoro stendere la pellicola a foglio doppio incamerando un po’ di aria tra i due fogli. Disporre al centro 15 grammi di caviale, un pizzico di scalogno tritato finemente, un tuorlo d’uovo, una macinata di pepe e due gocce di vodka. Sollevare i quattro angoli della pellicola, chiudere a fagotto e far fuoriuscire l’eventuale aria in eccesso, quindi mandare in pressione il cyber egg arrotolandolo su se stesso, creando così due camere ben distinte. Chiudere ermeticamente legando l’estremità del cyber egg con il filo di nylon. Tagliare l’eccesso di filo e pellicola formando un picciuolo.

Il piatto deve poi essere accompagnato con la vodka secca ghiacciata e senza posate, va infatti inciso con un bisturi e poi ingoiato come fosse un’ostrica, e assaporato lentamente nella bocca.