Frutta e verdura dovrebbero essere sempre alla base della nostra dieta quotidiana secondo quello che consigliano gli esperti. Ma sapevate che c’è un frutto molto antico che ha una serie di proprietà nutritive che dovrebbero spingerci a continuare a consumarlo anche oggi? Vediamo insieme qual è questo frutto dimenticato e perché fa così bene alla salute!

Quanto spesso utilizzate la frutta in cucina? Come consigliano gli esperti in fatto di alimentazione e nutrizione, frutta e verdura sono tra gli alimenti che non dovrebbero mai mancare quotidianamente. Oltre ai frutti più conosciuti, però, ce ne sono alcuni che hanno delle importanti proprietà nutritive e benefiche per il nostro organismo, anche se sembrano essere stati “dimenticati”. Siete curiosi di sapere di cosa stiamo parlando?

Ebbene, avete mai sentito parlare delle carrube? Si tratta di frutti che hanno una lunga conservazione, si prestano a diversi utilizzi in cucina e sono molto antichi, tanto che l’albero di questo frutto, il carrubo, è tra le specie protette della Regione Puglia. Ma vediamo più nel dettaglio quali sono le caratteristiche di questo frutto e perché sarebbe importante riscoprirlo.

Carrube: i benefici e le proprietà

Le carrube, che hanno la forma di grossi baccelli, sono importanti innanzitutto per la presenza di vitamine B (B1, B2, B6 e B12), necessarie per l’apporto di energie quotidiane che serve al nostro organismo. Non solo, le vitamine B risultano importanti anche per la salute dei denti, della pelle e dei capelli, oltre ad avere un ruolo nella prevenzione delle patologie nervose e cardiache.

Tra le altre proprietà delle carrube troviamo sicuramente l’apporto di magnesio e potassio, altra fonte importante di energia e forza per i muscoli e più in generale per il corpo; il calcio; il ferro; lo zinco e il fosforo. Ma quali sono gli impieghi in cucina? Uno dei rimedi delle nonne per combattere mal di gola ma anche piccoli problemi intestinali è quello di preparare decotti a base di carrube.

Non solo, questo frutto viene utilizzato anche per la farina, che funge da addensante negli impasti, oppure come sostituto del cacao sia nella preparazione dei dolci che delle creme spalmabili.