Giorgio Locatelli tornerà questa sera in qualità di giudice di Masterchef, con la tredicesima stagione che ripartirà su Sky. Lo chef si è raccontato in una lunga intervista, rivelando i diversi step che ha dovuto affrontare e i sacrifici necessari per diventare uno degli chef più importanti d’Italia. Vediamo insieme quali sono state le sue dichiarazioni. 

Riparte questa sera la tredicesima stagione di Masterchef, uno dei programmi più appassionanti legati al mondo della cucina. Gli aspiranti masterchef d’Italia dovranno conquistare i giudici, tra cui ci sarà anche quest’anno Giorgio Locatelli. Lo chef si è lasciato andare ad una lunga intervista, in cui ha raccontato gli step affrontati nel corso della carriera e ha rivelato che forse non sempre riuscirà a guardare le puntate della trasmissione, un po’ a causa degli impegni di lavoro e un po’ perché non ama rivedersi in tv.

Ma quali sono state le difficoltà che ha dovuto affrontare per diventare uno chef di livello? Scopriamo insieme cosa ha rivelato Giorgio Locatelli.

Giorgio Locatelli: la strada per diventare chef

Per Giorgio Locatelli la vita da chef è sempre stata quasi un destino, essendo cresciuto nel ristorante di famiglia, luogo di curiosità ma anche rifugio prezioso. Lo chef, infatti, ha raccontato di aver sempre trovato protezione dai cuochi del ristorante, che lo difendevano prontamente quando combinava qualche marachella durante la sua infanzia.

Un legame indissolubile quello per la cucina, ma i sacrifici per diventare un grande chef sono stati molti. Giorgio Locatelli ha spiegato qual è stato quello più grande che ha dovuto sostenere per arrivare dove è oggi:

E’ stato non andare a vedere i figli alle loro recite, non andare allo sport day. Poi mia figlia è nata poco prima che aprissimo la Locanda Locatelli e quindi ogni tanto penso che quei giorni non torneranno più. Purtroppo lo devi mettere in conto e tante sere invece di essere lì quando c’erano dei problemi io ero in cucina. La famiglia è quella che ha sofferto di più per la carriera, perché è un lavoro non-stop, da 15-16 ore al giorno.