La passione per la cucina può sbocciare in modo diverso per ciascuno, ma la storia di Davide Oldani, chef stellato premiato per la sua attenzione alla sostenibilità, è sicuramente tra le più originali del mondo culinario. Dall’esordio come calciatore, infatti, ne è passato di tempo, ma Oldani ha trovato la sua strada, quella che lo riporta direttamente alla sua infanzia, come raccontato a Che Tempo che Fa. 

Davide Oldani è uno degli chef d’Italia più conosciuti ed è stato premiato con due stelle Michelin, sogno di tanti cuochi e ristoratori. La sua attenzione per la sostenibilità in cucina lo ha reso sicuramente tra i più famosi, ma la sua storia è originale e curiosa. Come raccontato a Che Tempo che Fa, la strada verso il mondo della cucina non è stata immediata, ma ha avuto una deviazione verso il mondo del calcio.

Un percorso che sembrava promettere bene, dato che Davide Oldani – di ruolo centravanti – a 16 anni era già riuscito ad approdare in C2. Poi però l’intervento spericolato di un avversario durante uno scontro di gioco lo ha portato a rivedere completamente il suo futuro.

Davide Oldani: come è diventato chef

Davide Oldani ha raccontato che la cucina è sempre stata parte della tradizione di famiglia: “Prima di andare a giocare a pallone dovevo aiutare mamma a fare gnocchi e ravioli”. Ed è proprio la mamma Luigia, 92 anni, ad aver inculcato nel figlio la passione per la cucina: “Lei è stata la mia prima maestra di cucina”, ha confessato lo chef.

Poi, come a volte capita nella vita, la carriera da cuoco ha avuto inizia con l’evento traumatico dell’infortunio sul campo da calcio:

Il portiere avversario fece un’uscita spericolata, forse anche un po’ cattiva. Mi travolse, mi falciò. Frattura scomposta di tibia e perone. Intervento chirurgico al Cto di Milano, un mese di trazione, sei mesi di recupero. Metodo Ilizarov: la gamba mi fu immobilizzata senza gesso. La carriera da calciatore era finita; cominciava quella da cuoco. Sliding doors: si chiudeva la porta dello sport, si apriva quella della cucina.