Quando si acquista presso la grande distribuzione – e in particolar modo quando si scelgono grandi marchi del settore alimentare – bisogna fare attenzione a cosa si sceglie. Valori nutrizionali, conservati, ingredienti non di prima qualità, e ora anche cibo potenzialmente nocivo: una nuova indagine condotta su alcuni dei brand più famosi del settore mette in luce un potenziale rischio nel consumo di questi prodotti. 

La sicurezza alimentare e la salute, per la quale ha un ruolo fondamentale anche la nutrizione e il tipo di alimentazione che viene seguito da ognuno di noi, sono messe al primo posto da nutrizionisti e medici. Non solo, tra gli obiettivi principali delle Nazioni Unite – nell’ambito dello sviluppo sostenibile – c’è anche quello di eliminare la malnutrizione e di combattere definitivamente l’insicurezza alimentare.

In questo contesto, però, sono chiamate a giocare un ruolo importante anche le grandi aziende e i marchi internazionali che ruotano intorno al settore alimentare. Con l’obiettivo di capire quanto incidano sugli obiettivi precedentemente indicati, uno studio finanziato da UNICEF, ARC e Thames Valley, ha analizzato la sicurezza dei prodotti venduti dai grandi marchi: il risultato non è stato incoraggiante.

Rischi per la salute: Ferrero, Nestlé e Pepsi nel mirino

Dall’indagine condotta si evince che per la maggior parte i principali brand internazionali producono e commerciano sia bevande sia prodotti alimentari che possono essere considerati come malsani. Parlando in percentuale, circa l’89% della produzione dei grandi brand viene catalogata come insalubre, per cui stiamo parlando di una porzione che caratterizza quasi la totalità di quanto viene messo in commercio.

Considerando invece la spesa che viene effettuata dai consumatori, su 10 dollari solo 1,10 viene speso per acquistare prodotti che sono classificati effettivamente come salutari, il resto viene investito in cibo potenzialmente dannoso per la salute. Di quali marchi stiamo parlando? Chiaramente di molti di quelli che sono tra i più conosciuti in assoluto: Ferrero, Red Bull, PepsiCo.

Tra le marche che si contraddistinguono per una percentuale più bassa di cibo insalubre, invece, c’è Danone (solo il 34% della produzione viene considerata non salutare).