Leggete sempre bene le etichette dei prodotti prima di acquistarli al supermercato; questo è uno dei consigli che viene ribadito più spesso, ma conviene ribadirlo. Una recente esperienza in un supermercato di Milano, condivisa da un consumatore che è stato “ingannato” dall’etichetta, mette in evidenza come un’attenzione in più possa fare la differenza. 

Quando si fa spesa al supermercato è fondamentale, se volete acquistare prodotti di qualità, cercare di leggere bene le etichette, per capire la provenienza di ciò che stiamo acquistando. Informazioni sul produttore; ingredienti contenuti; potenziali allergie o intolleranze da verificare; provenienza luogo di produzione: questi sono solo alcuni dei dati che possiamo verificare solo attraverso un’attenta lettura dell’etichetta.

Di recente questo argomento è tornato in auge dopo l’esperienza che è stata condivisa sui social da un consumatore che, nell’acquistare carne presso un supermercato di Milano, si è reso conto che quello che stava comprando non corrispondeva a quello che veniva comunicato.

Dubbi sulla provenienza della carne: la storia

“Coscia di agnello di Sardegna”, questo recitava l’etichetta che era stata apposta su un lotto di carne in un supermercato di Milano. Pensando proprio di acquistare un prodotto che arrivava dalle terre della Sardegna, conosciuta per gli allevamenti e per la qualità della carne, il consumatore stava per mettere questo lotto nel carrello ma, leggendo bene l’etichetta, si è accorto che la realtà era ben diversa.

Senza citare la marca della carne, il consumatore ha voluto pubblicare sui social quello che gli è capitato. Nel leggere l’etichetta, infatti, il consumatore si è reso conto che la provenienza non era la Sardegna, ma tutt’altro. L’agnello era stato allevato in Grecia e macellato in Olanda, ma riportava la dicitura della Sardegna sulla confezione perché, come recita il regolamento, almeno una parte della produzione era stata effettuata sull’isola (ovvero l’elaborazione).

Non ci sono quindi gli estremi per un’azione legale, proprio perché vengono rispettate tutte le regole: un prodotto può essere definito IGP quando una delle fasi di lavorazione viene svolta nell’area geografica protetta. In questo caso, per la coscia d’agnello, è proprio la Sardegna.