Sempre più in voga, ma spesso confusa con altre diete, la dieta a zona è un programma alimentare spesso consigliato a chi sta cercando di perdere peso ma mantenendo tonica la massa muscolare. Questo regime alimentare prevede regole ben precise: vediamo insieme come funziona.

La dieta a Zona, promette miracoli e viene sempre più spesso scelta da chi vuole perdere peso. Innanzitutto è bene precisare che questo tipo di regime alimentare deve sempre essere supervisionato da un dietologo o da un nutrizionista, e mai improvvisata, come del resto tutte le diete.

Questo tipo di programma alimentare prevede un regime iperproteico e low-carb basato su una precisa proporzione tra i carboidrati, le proteine e i grassi che devono essere assunti ogni giorno. C’è chi la ama e chi la critica aspramente: ma vediamo meglio su quali regole si basa questa dieta!

La dieta a zona si basa sulla regola del 40-30-30, un preciso bilanciamento tra i macronutrienti: a ogni pasto le calorie che vengono ingerente devono provenire al 40% dai carboidrati, al 30% dalle proteine e il 30% dai grassi. In questo modo si va a regolare la glicemia migliorando così il controllo del peso e riducendo i livelli di infiammazione dell’organismo.

Dieta a zona: ecco la regola su cui si basa la famosa dieta americana

La dieta a Zona è stata inventata dal biochimico americano Barry Sears, che si è occupato di studiare l’influenza dei lipidi sul corpo umano. Ha quindi brevettato un metodo per regolare gli ormoni eicosanoidi attraverso l’alimentazione: questi ormoni sono deputati a tantissime funzioni del corpo e la loro gestione aiuta notevolmente a controllare il peso.

Una versione tutta italiana della dieta a Zona è la Zona Italiana, che segue sempre il principio cardine del 40/30/30 di quella originaria americana, ma mirando ad alimenti più mediterranei. In questa dieta infatti il paziente ha delle liste degli alimenti tra cui può scegliere per comporre i propri pasti: in questo modo si può sempre mangiare ciò che si preferisce, facendo attenzione alle quantità.

Gli alimenti vengono divisi in base al loro indice glicemico, cioè il tipo di zuccheri contenenti, e anche in base alla qualità dei grassi.