Alloro cerchio

Pianta essenziale della macchia mediterranea, nell’antichità cingeva la testa degli imperatori romani e quella dei poeti. È il simbolo della gloria, tant’è che il titolo accademico “laurea” deriva probabilmente da lei. Le foglie dell’alloro hanno odore graditissimo, balsamico, sapore un po’ amaro, caldo, aromatico e un po’ piccante. Nella cucina della tradizione sono sempre state presenti per insaporire sia il maiale che la selvaggina, specialmente gli ungulati. Generalmente ci si rifornisce di queste foglie raccogliendole direttamente dagli alberi, che qua e là si trovano. Ma a volte succede che il fruttivendolo ne regali qualche rametto ai clienti. Quando si raccolgono direttamente, bisogna fare molta attenzione al punto dove vegetano le piante, cercando di scartare quelle esposte all’inquinamento, perché sono sicuramente arricchite di metalli pesanti. Possono conservarsi a lungo anche allo stato fresco. Si usa essiccarle, in modo da averle sempre a disposizione per aromatizzare o preparare infusi e decotti.

Rosette di verdure estive
Si può portare in tavola anche come elegante antipasto
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Parmigiana arricchita
Ghiotto e poco elaborato, è un classico rivisitato
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Cannelloni alla napoletana
Un primo alla partenopea, e non si sbaglia mai!
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Peperonata ai 3 peperoni
Riempiamo la nostra tavola di colori vivaci e prelibatezze di sapori
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Cestini con mousse di mozzarella e pomodori secchi
Con il Bimby, un finger food di grande effetto
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