Scarolacerchio

Non è altro che una varietà di cicoria. Qualcuno la chiama anche indivia o insalata da inverno, perché resiste alla stagione fredda, durante la quale, in tavola, sostituisce la lattuga. Scegliamo bene: Ne esistono diverse varietà, fra cui conviene ricordare quella a cornetto, che prende il nome dalle poche foglie grandi e larghe, disposte internamente a scala. Poi c’è quella tonda, dai cespi assai grossi, serrati, con foglie bianche internamente, dentate, con costola larga. Quando è bianca è tenera, acquosa, delicata ma gustosa. Come per tutte le verdure da consumare crude, la  conservazione deve avvenire in ambiente fresco, come un magazzino ben areato o la parte bassa del frigorifero. Per quanto attiene alla pulizia, è quella ordinaria. Stacchiamo dal fusto e sciacquiamo accuratamente le singole foglie sotto l’acqua corrente, dopo averle tenute a lungo in ammollo. In questo modo si eliminano le sostanze organiche e chimiche usate in agricoltura, pericolose per la nostra salute. Non buttiamo le foglie esterne, in genere più verdi. Come per la cicoria, si possono mangiare cotte. Galeno, grande medico dell’antichità, diceva: “Sono amiche del fegato e non sono
contrarie allo stomaco”. Le foglie eccitano l’appetito e sono lassative. Un ottimo depurativo, con azione favorevole addirittura sulla milza.
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