Apprezzata sin dal Medioevo, il suo nome è riconducibile al verbo “mozzare”, legato all’operazione di afferrare e staccare porzioni di pasta filata stringendole tra indice e pollice, praticata (ancora oggi) da molti casari.  
Quella Dop (occhio al marchio del consorzio) presenta una superficie più consistente e meno lucida di quest’ultima. Inoltre, affettandola rilascia più liquido. Facciamo attenzione anche al siero di conservazione, che dev’essere chiaro e privo di impurità. Se consumata entro 48 ore dalla produzione, non è necessario riporla in frigo (chiaramente, dipende dalla temperatura che si ha in casa). Altrimenti, prima di mangiarla, è consigliabile farle raggiungere la temperatura ambiente. Per esempio immergendola con tutta la busta in un recipiente d’acqua calda per cinque minuti. Così si gusterà meglio. In ogni caso, bisogna tenerla immersa nel suo liquido finché non si porta a tavola.

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