Melonecerchio

Non si sa bene se sia originario dell’Asia Minore o dell’Africa. Sappiamo, comunque, che già tremila anni fa il melone era conosciuto e apprezzato dai Sumeri. I documenti che ci sono pervenuti raccontano che un uomo, chiamato Ur-Nammu, cittadino di Ur, mitica capitale del regno, li aveva piantati nel suo giardino. Un passo di un poema epico, inoltre, descrive il grande eroe Gilgamesh che mangia profumati meloni. È citato anche nella Bibbia: nella traversata del deserto, il popolo ebraico affamato sogna di poter mangiare pesce, cetrioli e meloni. Nel I secolo d.C., Apicio, nel “De re coquinaria”, vanta i pregi dei meloni importati dall’Armenia e suggerisce di servirli crudi con una salsa di miele, brodo e aceto, aromatizzata con pepe e mentuccia. Anche Marco Polo ne “Il Milione” racconta di aver mangiato, nel viaggio verso la Cina, meloni essiccati, dolci come il miele. In cucina è il frutto che, per eccellenza, si abbina al salato: basti pensare al prosciutto e melone, presentissimo sulla nostra tavola. È un piatto semplicissimo da preparare e sempre gradito, ma ricordiamo che, per una buona riuscita, il prosciutto deve essere di tipo salato. Un buon prosciutto di Norcia va benissimo. Il pane che lo accompagna, inoltre, deve essere insipido. Scegliamone, dunque, uno casereccio, cotto a legna, o un pane toscano.

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