Chiamato anche pomo saraceno,è un prodotto autunnale tipico dell’Afghanistan e della Persia, ma è molto diffuso in tutto il Mediterraneo. La parte commestibile di questo frutto è solo il 60%, costituito dai grani polposi, aciduli e fortemente aromatici, protetti da una scorza dura e rugosa. Il resto viene utilizzato a scopo medicinale e cosmetico. I semini sono difficili da digerire, specialmente per chi soffre di problemi al colon. Tuttavia, vengono utilizzati per la preparazione di granatina, uno sciroppo molto dolce. Le melagrane vengono mangiate crude, ma sono anche adottate per aromatizzare diverse ricette a base di carne. Se separata dal ramo, la melagrana non matura più. Perciò va colta al momento giusto: deve avere buccia coriacea, lucida e priva di macchie, e un peso consistente. Fuori dal frigo, in un luogo fresco e asciutto, si mantengono per circa una settimana. Per aprirle non bisogna tagliarle a metà, ma praticare con una lama qualche incisione nella scorza e rimuoverla. Nell’antica Grecia, la melagrana veniva usato come antinfiammatorio e nei casi di diarrea cronica, grazie alle sue proprietà astringenti. Ricca di potassio, minerale con  effetto diuretico, aiuta l’organismo a eliminare le tossine. Contiene anche acido ellagico (presente anche nei frutti di bosco), sostanza che pare  indurre la morte delle cellule cancerose. Grazie all’elevata concentrazione di polifenoli, è anche un prezioso aiuto nel contrastare l’aterosclerosi e le malattie cardiovascolari.

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